ELISABETTA MILAN

Innamorata di quel fantastico viaggio chiamato vita, esploratrice curiosa, il mio elemento vitale è l’acqua. Nasco in una laboratorio artistico di tradizione familiare e ne respiro laria fin da piccola, dipingendo e sperimentando con la materia. Dopo un percorso accademico tra la storia dellarte e il restauro, tanta pratica e un patentino di guida della Regione FVG, di Venezia e dellArea Marina Protetta del WWF di Miramare decido che la mia missione nella vita è mettermi al servizio di un messaggio di divulgazione e sensibilizzazione dellambiente marino per un futuro sostenibile. Tutto ciò attraverso il veicolo privilegiato dallarte e delle installazioni artistiche.

Nel 2020 fondo il progetto Plasticocenein cui arte e scienza si uniscono per un messaggio comune.

LAGHETTO MAGICO

L’acqua è fonte di energia vitale e specchio della nostra società. Tutto parte dallacqua: simbolo catartico di rigenerazione, potente forma di rinnovamento e di purificazione, fonte di energia spirituale, indispensabile alla vita. Elemento prevalente del nostro pianeta e del nostro peso corporeo.

Il rispetto dellacqua rientra pienamente allinterno del pensiero dellecosofia, infatti questo elemento racchiude in sé l’energia che genera la vita, ovvero il liquido amniotico primordiale da cui tutto ha avuto origine.
E’ un dovere morale, soprattutto nei confronti delle future generazioni, preservare e mantenere integro questo potente liquido portatore di vita. Il Laghetto magicorappresenta il contrasto insito nella nostra epoca storica : il Plasticocene.

Nel laghetto, a filo dacqua, si alternano specchi e lastre rotonde di plexiglas, queste ultime raffigurano dipinto il magico mondo astratto del plancton, ( dal greco vagabondo perché si fa trasportare dalle correnti) invisibile a occhio nudo, che è racchiuso in una goccia dacqua.

La natura si rivela ancora una volta essere la più la grande artista. Il protagonista di questa zuppaprimordiale è appunto il plancton che è responsabile della produzione del 50% dellossigeno del pianeta: per ogni due respiri uno lo dobbiamo al mare.
Gli specchi che riflettono le meduse simboleggiano invece luomo contemporaneo che si rispecchia nella società da lui stesso creata, in cui gli apparenti vantaggi del progresso tecnologico in realtà nel lungo periodo si possono rivelare delle vere e proprie trappole. Infatti dagli alberi, sospese a un filo metallico, fluttuano delle grandi meduse, come se fossero organismi paradossalmente proiettati allesterno del loro habitat naturale (acqua), risultato del comportamento scorretto delluomo. Queste infatti sono lemblema delle specie gelatinose aliene provenienti da altri luoghi e simbolo di un mare che sta cambiando a causa degradazione degli habitat, dei cambiamenti climatici e della sovrapesca.

In realtà riflettendo ci rendiamo conto che la vera specie aliena è un prodotto delluomo: la plastica, da cui le specie marine si devono continuamente difendere (reti fantasma, rifiuti galleggianti, macro e nanoplastiche soffocanti).
L’ installazione è stata realizzata con plastica riciclata e riutilizzata proveniente da disparate attività umane (bottiglie, boe, galleggianti, reti, contenitori plastici, fili di corrente, dvd, e tubi corrugati, ecc).

L’uomo finora non ha saputo chiudere lanello mancante, ovvero recuperare, riciclare e riutilizzare tutta la plastica prodotta che sta pervadendo ogni ambito umano.
Questa installazione rappresenta lultima tappa del percorso cittadino Il mare inizia in città” inaugurato il 14 settembre in Piazza San Giacomo.

OPERA PRESENTATA: LAGHETTO MAGICO